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Il CALENDARIO GIULIANO (oggi abrogato) era un calendario solare formulato e adottato da Giulio Cesare nel 46 a.C. della durata di 365 giorni; egli introdusse un anno bisestile di 366
giorni, ogni quattro anni in modo che la durata media dell'anno civile coincidesse con l'anno solare. L'anno bisestile deve il suo nome al fatto che il giorno che veniva aggiunto era inserito dopo il 23
febbraio (nella denominazione latina il "sesto" giorno prima delle calende di marzo), divenendo così il "bisesto". L'ordine dei mesi e dei giorni della settimana previsto dal
calendario giuliano rimane perlopiù tuttora valido. Nel 44 a.C. Giulio Cesare diede il proprio nome al mese quintilis che divenne julius (luglio); il mese sextilis
fu poi rinominato augustus (agosto) in onore del successore di Giulio Cesare, Augusto |
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Dettagli architettonici e asserzioni del papa committente (cfr.
Commentarii, IX, 24) portano a ritenere che proprio il fenomeno dell'ombra abbia determinato l'insolito orientamento della chiesa con il coro rivolto a sud piuttosto che ad oriente.
Con questo gigantesco orologio solare il papa desiderava richiamare alla memoria dei fedeli concetti
quali la caducità della vita terrena, la fugacità del tempo, il rinnovarsi ciclico dell'esistenza. Il messaggio era chiaro: alla "luce" della chiesa, simboleggiata dall'apertura circolare (occhio)
presente in facciata, veniva contrapposto l'anello di pietra inserito nella pavimentazione della piazza. Reso buio dall'ombra, il cosiddetto ombelico
individuava dunque il male, le tenebre e l'oscuro inconscio. A sottolineare il rapporto tra i due elementi architettonici concorrono le loro misure; l'altezza dal centro del rosone alla base della facciata della chiesa è uguale alla distanza intercorrente tra la base considerata e il centro dell'anello lapideo. Uguale è anche il loro diametro.
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Ancora oggi è possibile osservare questo evento ma non nella stessa data a causa del mutamento del
sistema calendaristico avvenuto nel 1582. Per comprendere la questione occorre far riferimento ad alcuni concetti base: l'anno solare, cioè il tempo che la Terra impiega per tornare nella stessa
posizione rispetto al Sole è di 365 giorni, 5 ore, 48 minuti, 46 secondi dunque 365,2422 giorni. Per le attività quotidiane necessita un anno civile, cioè
un calendario costituito da un numero intero di giorni. Come recuperare allora gli 0, 2422 giorni? Giulio Cesare fornì una risposta a questa domanda introducendo
un calendario noto come calendario giuliano. Il valore
dell'anno solare qui adottato però, era leggermente superiore al vero (11 minuti e 14 secondi) e la differenza con il passare dei secoli si fece sentire.
Nell'anno 1459 data in cui ebbe inizio la costruzione del Duomo, era stato accumulato un errore di circa 11 giorni e l'equinozio di primavera si ebbe in data 10 marzo anziché 21 marzo. Poiché in base
all'equinozio primaverile era definita la data della Pasqua (prima domenica dopo il plenilunio successivo all'equinozio di primavera), l'errore causato dal calendario era giunto ad alterare la relazione
esistente tra evento astronomico e avvenimento religioso.Necessitava dunque una riforma calendaristica; la più importante venne elaborata da Niccolò Cusano nel corso del XV secolo.
Sebbene Pio II, mosso da interesse scientifico fosse propenso alla riforma, la decisione per l'adozione del nuovo calendario fu continuamente rimandata per
motivi politico-religiosi. |
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Il fenomeno della proiezione dell'ombra del Duomo non fu quindi calcolato per avvenire il giorno del "vero" equinozio, ma per il
"falso" (equinozio del calendario giuliano). Nel 1582 papa Gregorio XIII adottò il
calendario gregoriano tuttora impiegato; in seguito a questa riforma, l'ombra è oggi visibile a mezzogiorno del 1 aprile (ma va
calcolata l'ora legale in più e alcuni minuti di sfasamento causato dagli olre 500 anni trascorsi). Il fenomeno si ripresenta quindi 10 - 11
giorni più tardi dell'equinozio primaverile e 10 - 11 giorni prima dell'equinozio autunnale (11 settembre di ogni anno). Si possono fare
osservazioni anche nei due giorni precedenti e successivi a queste date considerando però, che la sua lunghezza varia giornalmente di circa 15 centimetri |
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L'ombra ripresa da un pallone frenato; è visibile l'esatta riproduzione del fenomeno. (10 settembre 1985 - FOTO PIEPER)
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CALENDARIO GREGORIANO
Affinché le feste religiose potessero svolgersi corret- tamente occorreva riportare l'equinozio di primavera attorno al 21 marzo,
come fissato nel 325 dal primo Concilio di Nicea. Nel 1582 papa Gregorio XIII istituì un nuovo calendario noto come calendario gregoriano. Per eliminare
l'errore accumulato vennero tolti per decreto, dieci giorni dal calendario stabilendo che il giorno successivo
a venerdì 4 ottobre 1582 fosse sabato 15 ottobre. Per evitare un nuovo verificarsi dello stesso errore si definirono bisestili gli anni divisibili per quattro, ad eccezione di quelli centenari non multipli di 400. Così
il 1600 fu un anno bisestile, ma il 1700 e il 1800 furono anni comuni. Il calendario gregoriano fu gradatamente adottato in tutta Europa e oggi è diffuso nella maggior
parte del mondo occidentale e in alcune parti dell'Asia. Fu introdotto in Inghilterra nel 1752, nell'ex Unione Sovietica nel 1918, e in Grecia nel 1923, anche se molti paesi affiliati alla Chiesa greca mantennero
il calen- dario giuliano per la cele- brazione delle feste religiose. |
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