PINTURICCHIO pittore BIANCONERO

I colori sociali dell'Associazione Calcio Siena sono il bianco e il nero, come quelli della Juventus dove milita Del Piero

Dal calciatore juventino Del Piero, soprannominato "Pinturicchio", al pittore Bernardino di Betto, autore nella bianconera Siena di un importante ciclo di affreschi su Papa Pio II. Con un giro di soprannomi e abbinamento di colori sociali sfruttiamo la notorietà calcistica di un campione per parlare del maestro della pittura italiana che ha dipinto, nella città della "balzana", la storia del pontefice pientino.


         Forse non tutti sanno che l'appellativo del noto calciatore juventino, deriva dal nome col quale era conosciuto il pittore quattrocentesco Bernardino di Betto (1454-1513).
          Nato a Perugia, il
Pinturicchio fu tra i maggiori esponenti della pittura rinascimentale; sebbene laico, la grazia decorativa e l'abilità nella composizione gli meritarono numerosi incarichi presso la corte papale.
Assieme al Botticelli, al Ghirlandaio, al Signorelli e al Perugino -suo maestro-, l'artista decorò parte della Cappella Sistina inaugurata nel 1483 per volontà del papa Sisto IV.
Benvoluto dal pontefice Alessandro VI Borgia per il quale affrescò (1492-1494) le Stanze dell'appartamento in Vaticano, il Pinturicchio fu tra i pittori più richiesti a Roma nell'ultimo ventennio del Quattrocento.
         Nel 1503 l'artista giunse anche nella "
bianconera" Siena, insieme ai già menzionati Perugino e Signorelli apportando elementi di novità nella gotica realtà cittadina. A invitarli nella Repubblica senese fu il cardinale Francesco Todeschini Piccolomini; nipote del noto papa Pio II, il giovane Francesco intraprese per volontà dello zio gli studi di giurisprudenza che gli garantirono, successivamente, importanti ruoli all'interno della Curia. Nel 1460, appena ventunenne, fu nominato vescovo di Siena, poi cardinale e nel 1503, a poche settimane dalla morte, fu eletto papa col nome di Pio III.

Il calciatore bianconero Alessandro Del Piero, soprannominato "Pinturicchio"

Sopra: l'interno della Libreria Piccolomini, con il ciclo di affreschi dedicato alla vita di Papa Pio II  realizato dal Pinturicchio.
A destra il quadro con l'augurale arcobaleno e, sotto, l'arrivo di Pio II ad Ancona, dove aveva dato appuntamento ai Principi italiani per organizzare la Crociata contro i Turchi.

           Denominatore comune delle immagini è, oltre alla vivacità cromatica e al sofisticato costrutto architettonico, la presenza dell'ambiente naturale volto a sottolineare il rapporto uomo-natura da sempre al centro delle teorie rinascimentali. Una curiosità: nella prima immagine raffigurante la partenza di Enea per il Concilio di Basilea del 1432, è raffigurato l'arcobaleno. Inusuale presenza nel repertorio pittorico e metafora dell'arrivo di una nuova situazione, l'arcobaleno era dunque di buon auspicio per il percorso intrapreso. E in effetti il viaggio che lo attendeva, avrebbe realmente segnato per il futuro papa, una svolta.
         Degno di nota, infine, è il soffitto della Libreria raffigurante temi mitologici. Accanto alla decorazione a grottesche caratterizzata da elementi vegetali, appaiono figure allegoriche che sottolineano il tema del divenire ovvero l'alternanza tra la Vita e la Morte.

Ereditati dalla biblioteca dello zio, il giovane nipote collocò i preziosi volumi nel suo palazzo romano e solo nel 1492 decise di trasferire l'intera collezione a Siena. Allestita nella vecchia sagrestia del Duomo, la Libreria Piccolomini - questo il nome della nuova biblioteca - fu impreziosita da un importante ciclo pittorico (costato oltre mille ducati) commissionato al Pinturicchio; al giovane Raffaello, suo collaboratore, si devono però le intuizioni più moderne dell'intera raffigurazione

In realtà la Libreria non nacque come luogo di lettura. Attraverso il ciclo di affreschi con le Storie Pio II, si intendeva celebrare la figura del papa; non luogo di studio dunque, bensì manifestazione pubblica della conoscenza e del sapere di uno tra i maggiori umanisti del tempo.
Alla preziosa biblioteca si accede dalla navata sinistra del Duomo attraverso un sontuoso ingresso marmoreo.

         Sulle pareti erano collocate le librerie lignee impreziosite da pannelli a intarsio opera dell'artista senese Antonio Barili. Danneggiate dall'umidità nel corso dei secoli, alcune delle preziose tarsie furono acquistate dal marchese Chigi ed è oggi possibile ammirarle all'interno della Collegiata di San Quirico d'Orcia. Le librerie ospitavano manoscritti del papa oltre a numerose opere acquistate in giro per il mondo e sono attualmente sostituite da vetrine che espongono i libri corali del Duomo.
Ma ciò che sorprende è l'apparato pittorico; alle pareti sono dieci grandi scene attraverso la cui lettura è possibile ricostruire gli spostamenti e dunque, la vita del pontefice.
         Le immagini sono distribuite su tre delle quattro pareti (fa eccezione quella della finestra) e la loro lettura deve avvenire da destra verso sinistra analogamente al percorso del sole. Alle prime quattro scene raffiguranti il giovane Enea al servizio del Concilio di Basilea, ne fanno seguito due che evidenziano il ruolo di intermediazione che egli svolse tra papa e imperatore. Concludono il ciclo le immagini relative ai momenti salienti del suo pontificato, dall'elezione a papa all'arrivo ad Ancona, città nella quale alla vigilia di una importante crociata, il papa morirà.

Pianta della libreria con il ciclo di affreschi


LE CURIOSITA' DEI MESI PRECEDENTI

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