L'ACQUA PUZZOLA - Un fenomeno vulcanico

 

           Il Monte Amiata, vulcano spento ormai da milioni di anni, continua a produrre effetti collaterali, di cui, i più importanti, sono quelli termali di Bagno Vignoni e di San Filippo; calde acque curative conosciute e sfruttate anche dagli antichi Romani.
           Tra i fenomeni minori, che interessano anche Pienza, vi è quello dell'Acqua Puzzola ossia quel piccolo laghetto di acqua che bolle in continuazione ma che resta sempre freddo; il fenomeno è causato dalla costante fuoriuscita di gas naturali dal sottosuolo i quali, dopo aver formato una depressione contenente acqua, danno vita al curioso effetto.
           Il luogo ha sempre attirato molto interesse soprattutto in epoche in cui non era possibile darne una spiegazione razionale. Il fenomeno dell'Acqua Puzzola non era infatti  passato inosservato nei secoli precedenti: una approfondita descrizione viene data da Giovanni Antonio Pecci  che nel 1761 completò la prima stesura delle sue "Memorie".

La massiccia figura del Monte Amiata e la Rocca a Tintinnano che dominano la Val d'Orcia, davanti a  Pienza

La descrizione è assai curiosa e si basa su osservazioni fatte da altri studiosi: tra queste il Pecci si accorge di un caso di plagio; il Dottor Mainero riutilizza "pari, pari" una testimonianza del 1334 riportata da tale Simone Tondi di Siena.Ma vediamo cosa scrive il Pecci nel suo manoscritto: 
"In vicinanza di questa Città  scaturisce da una sorgente, chiamata il Lago d'Averno, certa acqua vetriolica, che dopo aver prodotto il color nero, colle volgari sperienze di gettarvi dentro la polvere di Galla, di Balaustri, di foglie di Quercia, e d'erba Te,  mescolate in altre porzione d'essa, diversi corpi alcolici, si osserva sempre precipitarsi al fondo una certa terra gialla, a guisa d'Ocra.
Giache di questo lago si è principiato a parlare prima di passare più avanti alla descrizione de fatti, mi pare a proposito riportare su tal proposito quanto ne scrisse il Mainero nell'epitome. Racconta dunque questo dotto autore: = Duo millia passuum distat ab oppido Pientia lacus natura muraculo memorabilis, in quo stagnus est figura rotunda, cuius ambitus LX pedes totus ille tractus inspirat sulphureos flatus, in stagni medio pullae apparent ad instar fermentis aquae et tamen tota contenta aqua frigida est, nec umquam crescit aut decrescit nullum habens exitum (...)"
Il testo in latino trascritto dal Pecci continua ma lui stesso non era convinto che l'illustre Mainero avesse visto di persona il luogo dove si trova l'acqua Puzzola e infatti scrive:

"Con tutto che il Mainero fusse di professione Medico, e molto applicato alla storia naturale, con tutto ciò sopra la descrizione del riferito lago, pare che esso non l'abbia veduto e che parli in parola d'altri, per che osservando la relazione di Simone Tondi fatta al Senato di Siena l'anno 1334 ritruovo gli istessi istessi sentimenti colle seguenti parole: = Lontano da Corsignano circa due miglia è la Piscina dell'acqua Nera, che figura circolare, che gira circa LX passi. Tutto quel tratto svapora fiati di zolfo, bollendo continuamente nel mezzo, nondimeno tutta quell'acqua , toccandola, si sente freddissima. Non trabocca da parte alcuna, non per tanto, né scema né cresce, perché  sono de Filosofanti intorno a quell'acqua i pareri diversiformi,  perché cose contrarie sono, che l'acqua sia  fredda, e il suolo sempre si truovi coverto di zolfo, non conoscendo di così diversi effetti la cagione, affadigano molto l'intelletto, e si risolvono i più quelle essere due scaturigini, delle quali la calda , per via sotterranea partendosi, rimanga superata dalla fredda="

Fenomeni vulcanici in Val d'Orcia; l'acqua calda, ad alto contenuto calcareo di Bagno Vignoni, sfruttata per le Terme, per la piscina e per il Parco dei Mulini

La Piazza con acqua termale di Bagno Vignoni

Per gli aspetti geomorfologici su Pienza e il suo territorio vedi l'opera  La Storia Naturale della Toscana Meridionale, Amilcare Pizzi Editore per il Monte dei Paschi di Siena (Siena, 1993) che costituisce una valida fonte di notizie, supportate da cartine, foto e grafici di estremo interesse


NOTE
Il conte Giovanni Antonio Pecci, nato nel 1693 in una ricca famiglia senese del Monte dei Nove, affrontò la stesura delle Memorie quando già aveva 65 anni ed una ben consolidata fama di grande erudito, come dimostrano i suoi fitti contatti epistolari con tanti studiosi italiani dell'epoca e le lodi ricevute per le sue opere dal Giornale letterario di Berna e dal Journal des Savantes. Con una iniziativa del tutto privata, nel 1758, il Pecci inviò ai gonfalonieri e ai priori di  tutte le "nobili città, popolate terre e considerabili castella, che il dominio senese con
distinto splendore" componevano, un questionario di 24 domande per conoscerne le fondamentali caratteristiche "storiche, politiche, civili e naturali". Pur se la sua iniziativa non ebbe pieno successo (molti priori neanche risposero), dal materiale raccolto il Pecci realizzò un'opera imponente, composta da vari volumi, densamente scritti, con 194 "vesi" relative ad altrettante comunità dell'antico stato senese. Il capitolo dedicato a Pienza è contenuto nel ms. D 71 pp. 179 - 212. 

 G.A. PECCI, Memorie storiche, politiche, civili e naturali delle città, terre e castella che sono state suddite della città di Siena,  Archivio di Stato di Siena (ASS), mss. D 67 e sgg.

 G.A. PECCI, op.cit. , mss. D 71, p. 192.


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