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E' verosimile che i primi proventi ricavati dalle miniere aiutarono non poco Pio II a pagare le ingenti spese sostenute per la costruzione
di Pienza; lo stesso pontefice si lamenta con l'architetto che aveva speso cifre molto al di sopra del preventivo (succedeva anche allora…) ma lo ringrazia di avergli celato l'importo altrimenti non sarebbe mai nata la
sua splendida cittadina. (Commentarii, Libro IX, cap. XXV) Il commercio dell'allume dovette essere comunque ancora ben remunerativo nel XVII secolo se si pensa che Marcello Sacchetti, cui papa
Urbano VIII Barberini aveva affidato l'appalto dell'allume, per celebrare degnamente l'evento commissionò al noto pittore Pietro da Cortona un'opera raffigurante la cosiddetta Cavaccia meglio nota come la Cava Galandi
(fig.1). Sede dei giacimenti fu, come già ricordato, il territorio attorno a Tolfa; la città, di cui si hanno notizie a partire dall'XI secolo d.C., divenne proprietà dello Stato
Pontificio nel 1469 a seguito della vendita della famiglia dei Frangipane che l'avevano posseduta almeno fin dal 1440. Definita dal cronista quattrocentesco Gaspare da Verona <<locus incultus, informis, rusticanis
>>,
la città dovette il suo sviluppo economico e sociale proprio alla scoperta dell'allume che per ben tre secoli, costituì una grande fonte di ricchezza. Inoltre, per ospitare gli impianti di lavorazione dell'allume e gli alloggi per i lavoratori, venne fondata nel 1500 Allumiere, costituito Comune solo nel 1825 per volontà di papa Leone XIII. La prosperità, della quale ben presto godettero le due città, Tolfa e Allumiere, determinò la nascita di numerosi edifici sia pubblici che privati tra i quali ricordiamo il
Palazzo Camerale presso Allumiere dove soggiornarono i numerosi pontefici che si recarono nella zona per visitare le miniere (fig.2). |