|
Nato nel 1990 su iniziativa dell'Amministrazione Provinciale di Siena e dei Comuni, il progetto Sistema dei Musei Senesi
comprende numerose strutture espositive distribuite sull'intero territorio provinciale. Al loro interno è possibile ammirare collezioni archeologiche, civiche o d'arte sacra, accomunate da una impostazione progettuale unitaria.
Il Museo Diocesano di Pienza, uno dei fiori all'occhiello dell'intero Sistema Museale, è ospitato nel Palazzo Vescovile risultante dall 'unione tra il
Palazzo Borgia (appartenuto al cardinale Rodrigo, futuro papa Alessandro VI) e il Palazzo Jouffroy, appartenuto al cardinale Francesco di Arras noto come l'Atrebatense; sorto sui resti dell'antico ospedale di Corsignano, quest'ultimo edificio è collegato all'altro mediante la semplice apertura di alcune porte interne. Il
Museo Diocesano, successivamente integrato con opere custodite nella Pinacoteca Nazionale di Siena, si forma attorno al nucleo del Museo della Cattedrale; ospitato a partire dal 1901 nel Palazzo dei
Canonici, l'antico museo raccoglieva opere di proprietà della Cattedrale, oltre a numerosi arredi sacri appartenuti al Papa e ai vescovi succedutisi nel corso dei secoli. Nelle undici sale
che costituiscono l'attuale Museo si succedono, in ordine cronologico dal Duecento al Settecento, importanti dipinti, sculture, arredi sacri e manufatti tessili relativi al territorio della diocesi pientina, definendo
così, una tra le più prestigiose raccolte d'arte dell'intera regione. Apre l'esposizione la Croce
dipinta databile sul finire del secolo XII opera del Maestro senese e proveniente dalla Chiesa di San Pietro in Villore a San Giovanni d'Asso raffigurante il Christus Triumphans, ovvero il Cristo trionfante sulla morte, secondo il tradizionale schema medioevale. Opera trecentesca di notevole rilevanza è la
Madonna col Bambino
dipinta per la pieve di Monticchiello da Pietro Lorenzetti, uno tra i maggiori protagonisti della cosiddetta scuola senese, nella quale è sottolineato con estrema espressività il colloquio tra Madre e Figlio. Degni di nota sono anche il
Crocifisso di Segna di Bonaventura e la Madonna col Bambino di Bartolomeo Bulgarini. Conclude il ciclo di tempera su tavola la grande tavola della Madonna della Misericordia
dipinta da Bartolo di Fredi nel 1364 e originariamente collocata nel Battistero situato al di sotto del Duomo pientino.
Il percorso prosegue con l'esposizione di dipinti realizzati da artisti senesi del XV secolo; tra le più importanti è la tavola di Lorenzo di Pietro detto il
Vecchietta raffigurante la Madonna col Bambino tra i Santi Biagio, Giovanni Battista, Nicola e Floriano, caratterizzata dall'uso sapiente di luce e prospettiva. Presenti inoltre, sempre con temi a soggetto
mariano, il Maestro dell'Osservanza, Bernardino Fungai e Luca Signorelli, autore di una straordinaria Madonna della Misericordia, opera su tavola databile intorno al 1490, tributo alle lezioni urbinate e
fiorentina. Segue una cospicua raccolta di pezzi di oreficeria: dall'antica Pisside medievale realizzata nelle botteghe francesi di Limoges, alle Croci quattrocentesche, fino al Busto reliquiario di
Sant'Andrea in argento e pietre preziose eseguito dal maestro senese Simone di Giovanni Ghini. Ma tra le opere più pregiate è senza dubbio, lo straordinario Piviale di Pio II, donato da Tommaso
Paleologo al Papa e da questi, successivamente alla Cattedrale. Risalente alla prima metà del Trecento e riccamente istoriato, il Piviale è eseguito in opus anglicanum, una antica e ricercata tecnica ricamatoria nata in
Inghilterra. Altra protagonista è la scultura rappresentata dalle grandi statue lignee policrome raffiguranti San Leonardo e San Regolo opera del maestro senese Domenico di Niccolò "dei Cori"
realizzate nella prima metà del Quattrocento. A concludere il ciclo della pittura rinascimentale sono artisti quali Bartolomeo Neroni detto il Riccio, Lorenzo Brazzi, noto come il Rustico e Ventura Salimbeni, autore del
ritratto su tela di Francesco Maria Piccolomini, vescovo di Pienza e Montalcino, noto anche per aver dato alle stampe i tredici libri dei Commentarii di Pio II. Riconducibili alla pittura devozionale seicentesca, sono
invece le opere di Vincenzo e Francesco Rustici, del Trevisani e di Francesco Nasini, capostipite della celebre famiglia di artisti amiatini.
|