LA ROSA D'ORO DI PIO II

 



    Il Museo Diocesano d'Arte Sacra di Pienza custodisce, tra le sue tante opere, raffinati lavori di oreficeria  appartenuti a Papa Pio II, che ne fece dono alla città durante gli anni del suo pontificato.
    Il Tesoro della Cattedrale è costituito dal pastorale del pontefice, da croci-reliquiarie in oro e corallo, da paci, calici, turiboli e navicelle, oltre che dal magnifico busto reliquiario di Sant'Andrea (Patrono di Pienza), incastonato di preziose pietre. Il tutto custodito nelle teche circondate dai capolavori pittorici del Lorenzetti, del Vecchietta, di Bartolo di Fredi e dei tanti maestri chiamati nei secoli ad arricchire con immagini sacre le chiese di Pienza e della sua Diocesi.
     Ma chi conosce a fondo le opere donate dal Papa noterà l'assenza di un prezioso gioiello. Nel 1458, appena salito al soglio pontificio, papa Pio II pensò infatti di rendere omaggio alla natia Corsignano, donandole una Rosa d'Oro
     Il prezioso fiore fu custodito a Pienza fina a quando, nel 1537, il canonico Andrea di Giovanni lo cedette all'orafo Giuliano di Niccolò in cambio di due statue in argento raffiguranti i SS. Pietro e Paolo. Probabilmente le due statue non furono neanche realizzate essendo il m. Giuliano "fallito e povero" e non rimase traccia né della rosa, né delle statue (cfr. G.B. MANNUCCI, Pienza, Arte e storia, II ed. 1927). La rosa rimase a Pienza soltanto pochi decenni, e delle su fattezze non è rimasta traccia. 
     Fortunatamente il papa fece lo stesso dono alla città dei suoi avi, Siena. La rosa, capolavoro dell'oreficeria rinascimentale, opera del fiorentino Simone di Giovanni Ghini, è oggi conservata nell'Anticappella del Museo Civico Senese. (vedi foto a lato). La stessa reca nel nodo l'iscrizione "PIUS PAPA II ANNO PONTIFICATO PRIMO MCCCCLVIII" e dovrebbe essere del tutto simile a quella donata a Pienza.
    L'omaggio "floreale" non era soltanto un segno di affetto; in età umanistica infatti, la rosa rappresentava il punto finale di un percorso botanico che passava dalla selva al prato, raggiungendo il roseto. Il fiore era dunque simbolo di salvezza, premio, meta finale di un tragitto più ampio, metafora della vita terrena.
     L'omaggio-augurio alle due città cui il papa sarebbe sempre stato legato, era un segno di ossequio  offerto da molti Pontefici a illustri personaggi, Istituzioni e Chiese. A Siena fu ripetuto esattamente cento anni dopo da papa Alessandro VII (Chigi) a favore della sua città e il prezioso fiore è oggi conservato nel Museo dell'Opera (cfr.
E. CARLI,  Pienza, la Città di Pio II)

    
La rosa non è più a Pienza ma il Museo Diocesano di Arte Sacra merita senz'altro una visita; sarete direttamente a contatto con la storia artistica della città di Pio II.


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