HOME

GASTRONOMIA E PIATTI TIPICI

 

        Oltre al Cacio Pecorino, le cui origini ed i cui pregi gastronomici sono stati già trattati nella pagina del MESE DI SETTEMBRE, a Pienza è nota e apprezzata una tradizione gastronomica cui si dà universalmente un certo rilievo.

         La tradizione culinaria ci arriva direttamente dal mondo contadino, per cui le principali caratteristiche dei cibi sono la semplicità e la genuinità. Partendo nella nostra descrizione dai primi pianti, il primo posto spetta senz'altro ai "LUNGHETTI", conosciuti nel senese anche con il nome di "PICI" (o "pinci" a Montalcino").  E' un piatto a base di pasta fatta a mano, utilizzando solo acqua e farina di grano tenero; le brave massaie ottengono dei veri e propri spaghetti, di circa 4 millimetri di diametro, la cui irregolarità li rende inconfondibili e non producibili a macchina. Quindi il vero "picio" è fatto a mano e si fa accarezzare dai sughi più svariati. Ad onor del vero i pici classici sono quelli al ragù di carne ma alcune varianti, quali "l'aglione" (pomodoro e aglio) e le "briciole" (mollica di pane e olio) sono entrate nei menù delle tavole pientine.

Sopra la "panzanella", arricchita con pomodoro e basilico.




 A lato la "minesetra di pane".

         Tra le minestre  troviamo i gustosissimi "TAGLIATINI" in brodo, ottenuti tagliando la sfoglia (pasta di farina, uova e acqua), precedentemente arrotolata su se stessa, in piccoli riccioli.
          Buona fredda o calda la "MINESTRA DI PANE" costituisce la summa della dieta mediterranea; fagioli, bietole, carote e cipolla cotti a minestrone e versati sul pane raffermo; aggiungere olio d'oliva e…  se vi avanza, non vi preoccupate; fate ricuocere a fuoco lento ed ecco una saporita "RIBOLLITA" buonissima accompagnata con una giovane cipolla cruda appena presa dall'orto.
          Piatto piacevolmente estivo e la "salimbecca" detta anche "PANZANELLA"; nella versione più frugale fatta con basilico, cipolla, pane raffermo bagnato e strizzato, sale e olio d'oliva.

Un piatto di "pici" con il sugo all'aglione

Dai secoli passati (erano celebri anche nel Settecento) i porchettai pientini hanno proseguito l'usanza di cuocere il maiale al forno e di venderlo al taglio, seguendo una ricetta, con regole precise, che consente di ottenere un prodotto eccezionalmente saporito, tenero, croccante. Dalla tradizione contadina anche la produzione di insaccati; "fare il maiale" ossia comprare un intero suino da trattare secondo le regole dell'arte salumiera, è ancora una pratica seguita da molti nuclei familiari. Molti i laboratori artigianali che ottengono salami, capocollo, prosciutti, finocchione, salsicce, fegatelli e pancette, acquistabili in alcuni negozi specializzati. Per gli amanti dei prodotti particolari è possibile trovare a Pienza anche l'anguilla marinata; fritta e conservata nell'aceto, con peperoncino e spezie aromatiche, costituisce una vera e propria prelibatezza.

Da non dimenticare i dolci pientini, che nei "forni" locali sono preparati con grande cura. Si raccomanda il "SERPE" ed ancora i "RICCIARELLI di Pienza", entrambi ottenuti con la pasta di mandorle e, sotto le feste natalizie, il "PANPEPATO", panforte artigianale a cui viene aggiunto il pepe.

Molte specialità pientine possono essere consumate nei ristoranti tipici e nelle feste popolari, come la Festa di Primavera organizzata dalla Polisportiva a maggio e la Festa dell'Unità (Agosto).

Il cacio pecorino, il cavallo di battaglia dei prodotti tipici pientini. A destra, l'anguilla marinata

Porchetta

Salsicce e salami


LE CURIOSITA' DEI MESI PRECEDENTI

Copyright: Portale Pienza


.