|
|
Giorgio Santi, scienziato naturalista, nasce a Pienza il 17 aprile 1746 da Rutilio Santi e Fillide Mattei. Nonostante i suoi numerosi ed importanti impegni di studioso in Italia e
all'estero e l'incarico di Professore Ordinario all'Università di Pisa (1782 – 1822), il Santi non perse mai i contatti con la sua città natale, stabilendovi la dimora familiare, soggiornandovi durante i mesi estivi in compagnia
del fratello Vescovo, trascorrendovi le ferie universitarie e mantenendovi possedimenti, attività private e incarichi pubblici fino alla sua morte. Santi morì e fu sepolto nella sua città il 30 dicembre 1822 dopo avere ricoperto
incarichi istituzionali sotto il governo del Granducato, durante il dominio Francese e, successivamente alla restaurazione del 1815, con il ritorno dei Lorena. |
|
|
|
|
Pienza nella seconda metà del Settecento
La città di Pio II, dal punto di vista economico, sociale e demografico era in realtà un piccolo borgo rurale che, trascorsi gli anni del papato piccolomineo, tornò ad
essere un centro minore, nel sud della Repubblica Senese. La sua elezione a sede Vescovile - rimasta tra l'altro appannaggio quasi esclusivo della famiglia Piccolomini di Siena - e l'istituzione di canonicati, diede solo in parte
impulso al centro abitato, che rimase di piccole dimensioni per mancanza di stimoli economici. Passata ai Fiorentini dopo la sconfitta dei Senesi del 1555, appartenne al Granducato di Toscana, sorto ad opera di Cosimo I de' Medici
nel 1569 per poi divenire territorio dei Lorena nel 1737, sotto il governo di Francesco Stefano. |
|
|
Lo scienziato naturalista e il professore universitario
Giorgio Santi, come molti studiosi dell'epoca, ebbe interessi multidisciplinari; fu infatti cultore di geologia, chimica, botanica, zoologia e geologia, non
disdegnando gli aspetti geografici, morfologici e antropologici dei territori da lui osservati durante i viaggi di studio. Studiò a Siena e si laureò in medicina nel 1767; fece le "pratiche" in Santa Maria Nuova a Firenze e
vinse a Siena l'alunnato Biringucci, borsa di studio grazie alla quale, nel 1773, si trasferì in Francia, a Montpellier e a Parigi, dove entrò in relazione con gli scienziati del tempo, fra i quali Boscovich, insigne
matematico, Lavoisier considerato padre della chimica moderna, Buffon famoso naturalista, nonché con influenti uomini politici e donne di corte. Nel 1781, a Parigi, accettò l'incarico di corrispondente per l'Arciduca di Milano
Ferdinando d'Asburgo Lorena, fratello di Pietro Leopoldo. Durante il suo soggiorno all'estero, si era talmente ben introdotto negli ambienti francesi ed europei che il Margravio della regione germanica del Baden lo avrebbe nominato
ministro residente presso il gabinetto di Versailles, alla corte di Re Luigi XVI; ma il Granduca, nel 1782, colse l'occasione del ritorno del pientino a Firenze per trattenerlo in patria assegnandogli la cattedra di botanica,
storia naturale e chimica, istituita in quegli anni presso l'Università di Pisa, congiuntamente alla direzione del Museo di storia naturale e del Giardino di botanica.
Il Santi a Pienza Santi torna in Italia nel
1782, riceve l'incarico di Professore a Pisa e dopo alcuni anni ha la possibilità di seguire a Vienna il Granduca Pietro Leopoldo, chiamato al soglio imperiale a seguito della morte di Giuseppe II, suo fratello (1790). Ma la
lettera di accettazione dell'incarico arriva a Vienna quando il nuovo Imperatore è precocemente morto di polmonite (1792) pertanto il Santi resta a Pisa con i suoi prestigiosi incarichi universitari. Nel frattempo si sposa
(1790) con Anna Simonelli, originaria di San Quirico d'Orcia. La coppia si stabilisce definitivamente a Pienza ma Giorgio continua a lavorare a Pisa, intraprende lunghi viaggi di ricerca per tutta la Toscana, ricopre incarichi
importanti per conto dei vari governi che si susseguono in Toscana a seguito delle vicende napoleoniche. I suoi soggiorni estivi, durante le ferie universitarie, erano stati assai fruttuosi; fu proprio durante queste "pause"
dal lavoro di professore che il Santi intraprese i suoi viaggi di studio.
"Il dì 10 d'Agosto del 1789 partimmo da Pienza a cavallo, e traversato il fiume Orcia, e la Valle, cui esso da il nome entrammo nella strada
Romana. La seguitammo fino all'Osteria, e Posta dei Ricorsi lontana da Pienza circa 12 miglia."
Con queste parole il Santi inizia il suo primo Viaggio al Monte Amiata, l'opera di carattere scientifico più
importante che egli scrisse durante la sua attività di studioso. Nei Viaggi per la Toscana
lo scienziato descrive sia le caratteristiche botaniche e geologiche del territorio che attraversa, sia brevi appunti sulle località e luoghi visitati. I viaggi per la Toscana sono raccolti in tre volumi: Primo viaggio al Monte
Amiata (Pisa 1795), Secondo viaggio per le due province senesi (Pisa 1798), Terzo viaggio per le due province senesi
(Pisa 1806), nei quali descrisse parecchie centinaia di piante della regione e numerosissimi minerali, soffermandosi anche sulle acque termali, i fenomeni vulcanici, le grotte e tutti i fenomeni naturali che attiravano la sua attenzione.
|
|
|