Eccoci, siamo finalmente pronti ad annunciare il nostro nuovo autodramma: “ULTIMA CHIAMATA”, in scena e in piazza da sabato 30 luglio a domenica 14 agosto! Giunto alla sua 56° edizione, l’autodramma della gente di Monticchiello è una drammaturgia partecipata da un’intera comunità, un rito collettivo che ogni anno, dal 1967, torna nella piazza del nostro borgo. Per resistere e per esistere…

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI
Prenotazioni online al form: https://teatropovero.it/prenotazione/
Prenotazioni telefoniche: (+39) 0578 75 51 18, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.
Dopo l’inizio dello spettacolo è vietato l’ingresso anche ai posti prenotati.

(Solo in caso di mancato funzionamento della linea fissa, chiamare questi numeri per le prenotazioni: (+39) 338 76 46 516 o (+39) 0578 75 52 73).

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Da sabato 30 luglio a domenica 14 agosto sarà ‘in piazza e in scena’ il 56° autodramma del Teatro Povero di Monticchiello, “Ultima chiamata”. Una drammaturgia partecipata da un intero paese che si interroga su questioni cruciali per la comunità e in cui chi guarda può di riflesso riconoscersi e ritrovarsi. Tradizione sperimentale che ogni anno propone un nuovo testo, lo spettacolo del Teatro Povero di Monticchiello è ideato, discusso e recitato dagli abitanti attori. Ogni estate ‘in piazza’ nello splendido borgo della Val d’Orcia.

Gli ultimi anni, visti dal lato fortunato del mondo, possono sembrare talvolta aver avviato una serie di regressioni; alcune più o meno controllate, altre dirompenti e inaspettate… Disordini, scricchiolii e rapide, improvvise catastrofi; orrori che si avverano dalle periferie al centro. Un senso di precarietà quasi apocalittica arieggia attorno, talvolta da qualcuno perfino vissuto con malcelata soddisfazione: “Arriverà il momento, pagheremo dazio, si è tirata troppo la corda…”

Niente di nuovo sotto al Sole, però: al solo affacciarsi nelle vaste praterie del passato, ribollono esempi e tempi in cui la feroce vitalità dell’uomo – e specificamente non di rado del maschio – ha dato già moltissime e altissime prove… Ecco allora lo spunto: la guerra torna ad avvicinarsi, nella sua brutalità solo leggermente imbellettata dalla tecnologia; con essa, si rafforzano ipotesi e timori di un improvviso declino, un salto indietro, un arretramento più che tattico, da certi considerato inevitabile… “Austerità, frugalità, semplicità”, più che virtù potrebbero divenire necessità. Ma dietro alla lunga catena di eventi che ha portato tutto questo, alla fine, c’è sempre una cosa semplice: la nostra capacità di scegliere se ascoltare o iniziare a parlare… Se usare un filo per dividere ancora una parte dall’altra, o usarlo per cucire e tenere assieme… “Ultima chiamata”, dunque. O, forse, chissà…